del Palazzo Chiaramonte , dentro del nostro  complesso, a Palermo è annessa una piccola costruzione che pochi conoscono: la chiesa di Sant’Antonio allo Steri. Dedicata a Sant’Antonio Abate, durante il Medioevo col suo prospetto si affacciava in una delle vie più importanti che attraversavano il quartiere della Kalsa. Poi, nel corso dei secoli, la struttura urbanistica della zona è stata completamente stravolta e la piccola chiesetta è rimasta inglobata ed oscurata dalla vista dei palermitani.

La storia della chiesa di Sant’Antonio allo Steri: da cappella Palatina a magazzino

Nonostante sia intimamente connessa con la vita del più famoso palazzo Chiaramonte, sulle origini della chiesa di sua pertinenza non si hanno notizie certe. Gli storici non sono concordi sul periodo esatto della sua fondazione, benché dovrebbe essere stata commissionata da uno dei Manfredi come ex voto per lo scampato pericolo della peste nera del 1347, una delle più terribili dei tempi antichi, che causò un numero enorme di morti in Sicilia ma sfiorò appena Palermo.

A quel tempo la piccola chiesa doveva avere una struttura semplice a singola navata con le  pareti scarne ed il tetto a costoloni ogivali, il portale e le finestre decorate secondo il gusto dell’epoca, definito in seguito “stile Gotico chiaramontano”.

Quando l’ultimo dei Chiaramonte, Andrea, fu sconfitto, catturato e condannato alla pena capitale, per decapitazione il 1º giugno 1392, il palazzo passò al Re aragonese Martino il giovane che lo scelse come residenza di corte per cui la chiesa assunse il ruolo di cappella reale.
In questa occasione furono apportate alcune modifiche, tra le quali la costruzione di una tribuna-cantoria sopra il portone d’ingresso, probabilmente destinata ai sovrani e al loro seguito, infatti, da lì, attraverso una porta sopraelevata ed una una passerella, si poteva raggiungere la residenza reale.